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"La giustizia sociale implica un diritto alla dignità e una reale eguaglianza di opportunità, presuppone che le popolazioni più povere abbiano la possibilità di migliorare la loro condizione."

Micheline Calmy-Rey, Presidente della Confederazione Svizzera

La giustizia sociale implica un diritto alla dignità e una reale eguaglianza di opportunità, presuppone che le popolazioni più povere abbiano la possibilità di migliorare la loro condizione e che le donne e gli uomini abbiano eguale accesso all’istruzione, alla sanità e a condizioni di vita dignitose. Per giustizia sociale, noi intendiamo anche eguale accesso alle risorse naturali e al loro sfruttamento. Il 25 per cento della popolazione mondiale consuma il 75 per cento delle risorse. Come possiamo disporre di acqua potabile, di cibo, di materie prime, di risorse naturali ed energetiche in quantità sufficiente e ad un costo accessibile per rispondere ai bisogni di ben 7 miliardi di esseri umani? Come possiamo rendere lo sviluppo sostenibile e cosa vuol dire giustizia sociale nel nostro secolo?
Quando parlo di giustizia sociale, mi riferisco anche ad una equità tra regioni del mondo e tra generazioni. La giustizia sociale è in effetti prerequisito per uno sviluppo sostenibile diffuso, fermo restando che il nostro stile di vita è tutt’altro che sostenibile, pertanto noi siamo necessariamente ingiusti nei confronti di alcune popolazioni del mondo. Perché? Perché il nostro modo di vivere non può essere esteso a tutti e perché non può essere tramandato alle generazioni future. E di conseguenza, le soluzioni che ricerchiamo devono essere giuste ed eque per tutto il pianeta.
In un mondo caratterizzato dall’integrazione economica e sociale, sarebbe illusorio immaginare che la giustizia si possa fermare alle frontiere nazionali o regionali. Dobbiamo ricercare soluzioni istituzionali e politiche a livello globale, per migliorare la situazione delle persone che vivono in condizioni di estrema povertà, nonché per assicurare che la distribuzione delle risorse e delle opportunità favorisca nel lungo periodo la libertà effettiva delle persone più vulnerabili, in qualsiasi punto del nostro pianeta.

 
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News in Evidenza

  Gen   27
at 16:55
 
 

Politiche per il lavoro dignitoso dei giovani


La questione della transizione dei giovani verso posti di lavoro dignitosi dipende fondamentalmente da quanto i giovani siano preparati per il mercato del lavoro e da quanto esso sia preparato ad accogliere i giovani. L’ironia vuole che, mentre le nostre società sono preoccupate dall’invecchiamento della popolazione, il segmento più vitale della forza lavoro incontri tante difficoltà a entrare nel mercato del lavoro.
Sebbene il tasso di disoccupazione giovanile sia alto in Italia, in particolare nel Sud, esso non costituisce un indicatore sufficiente dei problemi incontrati dai giovani. Molti giovani sono sotto occupati o involontariamente impiegati a tempo parziale. Altri sono prigionieri della precarietà. Un gran numero ha abbandonato la speranza di trovare un’occupazione ed esce dal mercato del lavoro.

 
 
  Gen   26
at 17:09
 
 

Il dibattito tra religioni e l’ILO: uno strumento per la pace e la giustizia sociale


“Il primo passo di un viaggio comune che porterà ad una nuova era di giustizia sociale fondata sui nostri valori comuni”, queste le parole con le quali il Direttore Generale dell’ILO, Juan Somavia ha presentato pochi giorni fa la nuova pubblicazione “Convergenze: lavoro dignitoso e giustizia sociale nelle tradizioni religiose”, frutto di un confronto “interreligioso” con i rappresentanti delle diverse religioni della tradizione cattolica, protestante, islamica, ebrea e buddista, che si sono confrontati sui temi del lavoro e della giustizia sociale.
I seminari interreligiosi si sono tenuti negli ultimi dieci anni in tutto il mondo: a Ginevra, ad Addis Abeba, a Santiago e infine a Dakar. Il testo è frutto della collaborazione tra il Consiglio mondiale delle Chiese per la tradizione cristiana, il Pontificio Consiglio della giustizia e della pace per la Chiesa Cattolica e l’Organizzazione Islamica Internazionale (Isesco) per la parte musulmana. Il testo è stato poi arricchito dall’esperienza dell’Unione Buddista Europea e dall’Università Yeshiva di New York per la tradizione ebraica.

 
 
  Gen   25
at 17:16
 
 

Il contributo del settore privato agli obiettivi di Rio+20 attraverso il Global Compact


Il Global Compact delle Nazioni Unite ha lanciato il 23 gennaio un nuovo sito web - compact4rio.org – dedicato al Forum Rio+20 sulla sostenibilità d’impresa (Rio+20 Corporate Sustainability Forum: Innovation & Collaboration for the Future We Want) che si terrà a Rio de Janeiro dal 15 al 18 giugno 2012.
Organizzato dal Global Compact in cooperazione con il Segretariato di Rio+20, le Nazioni Unite e il Network locale del Global Compact Brasile, il Forum sulla sostenibilità d’impresa ha l’intento primario di rafforzare il contributo delle imprese, considerate come agenti di cambiamento, allo sviluppo sostenibile globale cercando di dare maggiore visibilità alle pratiche di business responsabile, promuovendo e diffondendo l’innovazione sostenibile e stimolando una più ampia collaborazione tra aziende, governi, società civile e Nazioni Unite.

 
 

Blog - Ultimi post

 
  Gen   18
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I marittimi e le navi sicure


La tragedia della Costa Concordia sta facendo discutere molto sulle responsabilità degli ufficiali e del personale a bordo. In questi giorni è stata sollevata anche la questione della preparazione dei lavoratori marittimi e delle regole d'ingaggio sulle navi da crociera. Pochi si chiedono, però, quali siano le condizioni di lavoro a bordo, se consentano una preparazione adeguata, in particolare per quella parte del personale che ha meno tutele, ovvero gli addetti ai servizi, quasi tutti provenienti dal Sudest asiatico, come filippini, indonesiani e indiani.
Va detto subito che la Costa Crociere - in quanto a rispetto dei diritti del lavoro, ai contratti, agli alloggi, al dialogo con i sindacati - è tra le migliori compagnie di navigazione e non solo nel Mediterraneo. Costa fa ormai parte della più grande multinazionale dell'industria delle crociere, l'americana Carnival Corporation, ma le sue navi continuano a battere bandiera italiana e assicurano standard di lavoro dignitoso.

 
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  Dic   13
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Flexicurity, una promessa disattesa


All'apice dell'euforia di mercato che seguì la caduta del muro di Berlino, tutti sembravano sostenere la ricetta della flessibilità e della deregolamentazione come soluzione ai problemi di disoccupazione, crescita rallentata, inflazione e mancanza di innovazione. Tuttavia, la grande promessa della flessibilità non si è realizzata. La crescita è rimasta al di sotto della media di lungo periodo, la disoccupazione ha continuato ad essere piuttosto elevata e la produttività non è decollata. Solo i profitti sono cresciuti, mentre i salari e gli investimenti reali ristagnavano. Nel contesto europeo delle società inclusive, del dialogo sociale, del welfare state e dei diritti del lavoro, la flessibilità diveniva un oggetto sempre più difficile da vendere.

 
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  Nov   18
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La Redazione dell'Ufficio ILO di Roma 

Il lavoro del Presidente


La parola “lavoro” compare 15 volte nel primo discorso che il presidente del Consiglio Mario Monti ha tenuto al Senato.
Insieme a quello della crescita e dell'equità, il tema del lavoro ricorre spesso e ogni volta è nominato con precise indicazioni su quella che sarà la politica del nuovo governo. Una politica europeista, come europeista è il suo promotore, che mira all'inclusione e alla giustizia sociale, anche attraverso la mobilità e lo sviluppo.
Si tratta di un'agenda coerente anche con le indicazioni delle istituzioni internazionali, in modo particolare l'Ilo.
Il paradigma di Mario Monti associa innanzitutto lavoro dignitoso e lavoro produttivo: “Le riforme dovranno avere il duplice scopo di rendere più equo il nostro sistema di tutela del lavoro e di sicurezza sociale e anche di facilitare la crescita della produttività”. Dunque, un'attenzione particolare dovrà essere riservata a chi oggi incontra più ostacoli nell'accesso al mercato del lavoro, ovvero le donne e i giovani

 
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