La crescita inizia con il dialogo sociale

Sembrano essere tutti, o quasi, d'accordo. Da Camp David, dove si è appena concluso il G8, e da Guadalajara in Messico, dove si sono riuniti i ministri del Lavoro del G20, il messaggio sembra essere stato pienamente recepito: l'austerity non basta, servono politiche di crescita focalizzate sulla creazione di occupazione dignitosa. Un appello che molte organizzazioni internazionali fra cui l'OCSE e la stessa ILO hanno più volte reiterato negli ultimi mesi a fronte di dati occupazionali globali preoccupanti in particolare per le fasce più deboli della popolazione. L'ILO stima che il mondo avrà bisogno di 45/50 milioni di nuovi posti di lavoro l'anno per i prossimi 5 anni se vuole ritornare ai livelli occupazionali pre-crisi.
I numeri certificano come le politiche di rigore, in particolare nell'eurozona, senza una parallela attenzione agli investimenti, all'occupazione e alla protezione sociale, rischiano di avvitare le economie su loro stesse precludendo ogni possibile via di uscita dalla crisi. Non sono riuscite a ridurre i debiti pubblici ma hanno creato un debito sociale che, anch'esso, dovrà essere pagato.
Nel suo discorso di apertura dell'annuale Conferenza internazionale del lavoro, il Direttore Generale dell'ILO, Juan Somavia è perentorio La strada a senso unico dell'austerità per giungere al pareggio di bilancio ha condotto alla stagnazione economica, alla perdita di posti di lavoro, alla riduzione della protezione, con dei costi umani considerevoli, minando quei valori sociali sui quali è stata costruita l'Europa.
Tra questi, la grande tradizione europea del dialogo sociale, avverte Somavia, rischia di essere indebolita. Ed è proprio il dialogo tra governi, imprenditori e lavoratori la strada indicata da Somavia per uscire dal tunnel della crisi, attraverso investimenti produttivi in imprese sostenibili che possano creare allo stesso tempo posti di lavoro, aumentare la domanda dei consumatori e le entrate fiscali.
Una strada tracciata già nel 2009 dal Patto globale per l'occupazione dell'ILO adottato ad unanimità proprio grazie al dialogo sociale dei costituenti dell'Organizzazione governi, imprenditori e lavoratori di tutto il mondo. Il Patto è la risposta tripartita alla crisi economica e finanziaria mondiale del 2007-2008, un'opportunità per i Paesi di fare proprie le misure proposte dal documento il cui obiettivo strategico è porre gli investimenti, l'occupazione e la protezione sociale al centro delle politiche nazionali.
Non sarà proprio questa la vera ricetta per uscire dalla crisi?






