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28Set2011
 
 

G20 Lavoro: nasce la task force sull'occupazione

“Il mondo sta vivendo un momento difficile, con il rischio di una nuova crisi e le gravi conseguenze per i mercati del lavoro. Ci impegniamo a rinnovare i nostri sforzi per promuovere la creazione di posti di lavoro dignitosi e per sostenere i lavoratori e le famiglie colpite dalla disoccupazione e dalla precarietà”.

Si aprono con queste parole le conclusioni adottate al termine dell'incontro dei Ministri del Lavoro del G20 a Parigi, due giornate di lavori che hanno condotto quest'anno ad un'importante novità: l'istituzione di una task force intergovernativa sull'occupazione, che, laddove necessario, potrà consultare le Organizzazioni Internazionali pertinenti, in particolare ILO e OCSE, e le parti sociali.

Composta dai rappresentanti di governo del G20, la task force ha il compito di discutere delle best practices e delle misure necessarie per affrontare le principali sfide legate all'occupazione, prima fra tutte la questione giovanile, e di formulare le sue indicazioni in occasione del prossimo G20 Lavoro che si terrà in Messico nel 2012.

Questa decisione ha riscosso la piena soddisfazione dei sindacati internazionali, i quali già in diverse occasioni avevano chiesto l'introduzione di un gruppo di lavoro sulle tematiche dell'occupazione e della protezione sociale all'interno del sistema G20. A questo proposito, il Segretario Generale del Comitato consultivo sindacale presso l'OCSE (TUAC), John Evans, ha espresso la piena disponibilità del movimento sindacale a collaborare nelle attività della task force, sottolineando come i Ministri del Lavoro abbiano posto le basi per dare un seguito importante alle loro decisioni.

Riconoscendo che la ripresa economica non è stata sufficiente per ridurre gli elevati livelli di disoccupazione e sottoccupazione accumulati durante la fase recessiva della crisi, i Ministri del Lavoro nel loro documento finale riaffermano gli impegni assunti in passato (Washington 2010) e aggiungono: “il lavoro dignitoso deve essere al centro di una ripresa forte, sostenibile ed equilibrata, per questo ci impegniamo a promuovere politiche che favoriscono la creazione di occupazione e migliorano la qualità dei posti lavoro, rafforzando, allo stesso tempo, i sistemi di protezione sociale, il rispetto dei principi e diritti fondamentali nel lavoro e promuovendo una maggiore coerenza fra la politica economica e sociale”.

Nell'affrontare queste sfide, particolare attenzione è rivolta al ruolo del dialogo sociale e al contributo delle parti sociali, che, sottolineano i Ministri, hanno espresso un giusto “sentimento di pericolo riguardo alla situazione dell'economia mondiale e alle sue implicazioni sociali”.

Al di là delle proclamazioni di intenti, i Ministri del Lavoro si rivolgono direttamente ai propri Capi di Stato e di Governo, presentando una serie di raccomandazioni in vista del prossimo Summit del G20 che si svolgerà a Cannes dal 3 al 4 novembre.

In particolare, i Ministri chiedono di: migliorare le politiche attive per l'occupazione, sopratutto per i giovani e gli altri gruppi vulnerabili; introdurre un sistema di protezione sociale di base specifico per ogni paese; promuovere l'effettiva applicazione dei diritti sociali e dei diritti fondamentali nel lavoro contenuti nella Dichiarazione dell'ILO del 1998; e rafforzare la coerenza fra le politiche economiche e sociali.

Per raggiungere l'obiettivo di garantire un'occupazione produttiva e un lavoro dignitoso per tutti è necessario attuare delle politiche efficaci a livello sia micro che macroeconomico. Le riforme strutturali, si legge nel documento finale, devono essere accompagnate da politiche attive per l'occupazione e da istituzioni del lavoro efficaci. I governi hanno, quindi, il compito di assicurare che vi sia la giusta “combinazione di incentivi, sostegno e sviluppo delle competenze, sopratutto per quanto riguarda i gruppi vulnerabili e i disoccupati di lungo periodo”.

Riguardo alla delicata questione dell'occupazione giovanile, nelle conclusioni di Parigi si evidenzia l'importanza di preparare adeguatamente le giovani generazioni affinché siano in grado di trovare un lavoro dignitoso. Come afferma la G20 Training Strategy proposta dall'ILO al Summit di Toronto, “colmare le distanze fra il mondo dell'istruzione e il mondo del lavoro rimane una priorità”, per questo i Ministri si impegnano a promuovere “l'apprendistato, la formazione professionale e i sistemi di apprendimento sul lavoro, nonché la creazione di partnership pubblico-private”.

Inoltre, nel loro documento finale i Ministri del Lavoro riconoscono che “investire nella protezione sociale significa investire nella giustizia sociale, nella stabilità e nello sviluppo dell'economia e dei mercati del lavoro”, e affermano la necessità di introdurre un sistema di protezione sociale di base, a partire dalle conclusioni adottate dalla Conferenza Internazionale del Lavoro a giugno e dalle raccomandazioni presentate dal Social Protection Floor Advisory Group , presieduto da Michelle Bachelet.

Si tratta di un'importante riconoscimento che arriva a due anni dall'avvio della Social Protection Floor Initiative delle Nazioni Unite, che, guidata dall'ILO e dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, sostiene l'istituzione di una protezione sociale di base universale in tutto il mondo per affrontare gli effetti della crisi.

Una maggiore attenzione alla dimensione sociale e umana emerge anche all'interno dell'ultima raccomandazione, con cui i Ministri del Lavoro domandano ai governi di rafforzare la coerenza fra le politiche economiche e sociali, a livello sia nazionale che internazionale, e di dare piena attuazione alla Dichiarazione dell’ILO sulla giustizia sociale per una globalizzazione giusta.

A margine della Riunione Ministeriale G20, il Ministro del lavoro, Maurizio Sacconi ha avuto un cordiale incontro con il Direttore Generale dell'ILO, Juan Somavia, in occasione del quale hanno voluto approfondire i temi di comune interesse nel contesto G20 e hanno ribadito la comune volontà di porre le questioni del lavoro al centro del processo G20 e del dibattito internazionale, specie in questa fase caratterizzata da un ritmo di crescita rallentato e incerto e dai connessi rischi sull'andamento dell'occupazione.



 
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