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  Gen   27
 
 

Politiche per il lavoro dignitoso dei giovani

La questione della transizione dei giovani verso posti di lavoro dignitosi dipende fondamentalmente da quanto i giovani siano preparati per il mercato del lavoro e da quanto esso sia preparato ad accogliere i giovani. L’ironia vuole che, mentre le nostre società sono preoccupate dall’invecchiamento della popolazione, il segmento più vitale della forza lavoro incontri tante difficoltà a entrare nel mercato del lavoro.

Sebbene il tasso di disoccupazione giovanile sia alto in Italia, in particolare nel Sud, esso non costituisce un indicatore sufficiente dei problemi incontrati dai giovani. Molti giovani sono sotto occupati o involontariamente impiegati a tempo parziale. Altri sono prigionieri della precarietà. Un gran numero ha abbandonato la speranza di trovare un’occupazione ed esce dal mercato del lavoro.

La mancanza di accesso alla formazione richiesta dal mercato del lavoro, come pure la mancanza di posti di lavoro di qualità fin dall’inizio della vita lavorativa, può avere degli effetti negativi per il resto della vita. Un tale spreco di risorse rappresenta un alto costo per l’economia e la società e può anche minacciare la stabilità.

Creare posti di lavoro per i giovani è necessario per rendere più forte l’economia, più giusta la società e più solida la democrazia.

Tuttavia, quello che importa non è solo la quantità di posti di lavoro, ma anche la qualità.

Con il concetto di “lavoro dignitoso”, l’ILO pone l’accento sull’importanza di un lavoro che non sia solo un mezzo di sussistenza. Il lavoro dignitoso è un lavoro produttivo, in cui i diritti del lavoratore sono rispettati, in cui sia corrisposto un reddito equo e che preveda meccanismi di protezione sociale adeguati. Un lavoro di questo tipo è il modo migliore per un giovane di realizzare le proprie aspirazioni, migliorare le proprie condizioni di vita e partecipare attivamente alla società.

Il lavoro dignitoso per i giovani è una sfida condivisa in tutto il mondo, una sfida collegata con le questioni più vaste della crescita e dello sviluppo, e anche con la situazione generale dell’occupazione. La questione dell’occupazione giovanile ha dimensioni proprie che richiedono risposte specifiche. Nonostante le strategie adottate in questa materia dipendano dal contesto nazionale, l’ILO propone una serie di misure che potrebbero costituire una base per i governi e le parti sociali per dare una risposta adeguata alla questione dell’occupazione giovanile. Si tratta di proposte che nascono da una pratica consolidata di attuazione di programmi per l’occupazione giovanile in diversi paesi.

Innanzitutto, è necessaria una strategia integrata che miri ad una crescita a favore della creazione di posti di lavoro; una crescita di lungo termine, sostenuta e concertata, per la promozione del lavoro dignitoso dei giovani.

L’ILO propone inoltre partnership nazionali e locali da sviluppare con l’accordo delle parti sociali, e che siano in grado di sostenere, appunto, la crescita e la creazione di posti di lavoro dignitoso per i giovani.

Sul fronte del settore privato, l’ILO invita ad adottare misure idonee per rendere più competitive le imprese, rafforzare il loro potenziale di creazione di posti di lavoro e migliorarne la qualità.

Di fronte alla segmentazione del lavoro è necessario tra l’altro estendere la copertura della protezione dell’impiego ai molti lavoratori giovani in situazione occupazionale precaria e con contratti saltuari.

Un ruolo importante per l’ILO lo ricopre la qualità dell’istruzione e della formazione. Il sistema educativo dovrebbe essere pertinente ed in funzione del mercato del lavoro. Da qui, l’importanza del rapporto stretto tra il mondo dell’istruzione e il mondo del lavoro.

Tutti i paesi dovrebbero stabilire e finanziare politiche attive del mercato del lavoro prestando particolare attenzione, nelle priorità nazionali, all’occupazione giovanile.

Anche tutti i servizi per l’impiego vanno costruiti in modo da offrire un insieme di prestazioni standard a tutti i giovani, ma devono essere anche preparati ad assistere i giovani più svantaggiati.

Tutte le misure relative alla protezione del reddito durante i periodi di disoccupazione, devono essere seriamente monitorate, estendendo la protezione ai giovani lavoratori sia per ottimizzare l’allocazione delle risorse nel mercato del lavoro, che per prevenirne la loro uscita e il rischio di esclusione sociale.

In tutto questo, il ruolo dell’informazione diventa cruciale. Raccogliere, analizzare e diffondere regolarmente informazioni attendibili e tempestive sul mercato del lavoro giovanile può facilitare il compito e dovere dei giovani di essere soggetti attivi.

Infine, l’ILO raccomanda alle parti sociali di rafforzare i sistemi di monitoraggio e di valutazione come pure di monitorare l’efficacia dell’impatto delle politiche e dei programmi sull’occupazione giovanile.

Come ho potuto sottolineare in diverse occasioni, il dialogo sociale e la formulazione di soluzioni tripartite sull’occupazione giovanile è un aspetto chiave per garantirne l’efficacia e fa si che i giovani partecipino attivamente alla costruzione del loro futuro.

Sintesi della comunicazione di Gianni Rosas, Coordinatore del Programma occupazione giovanile dell’ILO al CNEL


 
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