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  Feb   21
 
 

I greci scoprono le politiche della povertà

di Apostolis Fotiadis

ATENE, 17 febbraio 2012 (IPS) - Secondo la maggioranza degli economisti e dei politici europei, il risanamento delle finanze pubbliche è l’unica soluzione alla crisi del debito greco e l’unica possibilità per riportare il paese sulla via della crescita. Per la popolazione greca, tuttavia, la parola “austerità” ha significato la fine dei diritti del lavoro, dei diritti economici ed umani nonché il crollo di un sistema di benessere sociale che, sebbene inefficiente, ricopriva un ruolo fondamentale.

Nell’ultimo disperato tentativo di ottenere un ulteriore prestito di salvataggio di 130 miliardi di dollari dalla Troika (un meccanismo composto dal Fondo Monetario Internazionale - FMI, la Banca Centrale Europea-BCE e la Commissione Europea), la Grecia ha acconsentito al piano di austerità imposto dalla comunità internazionale, sperando di evitare il fallimento. L’ultima fase del piano prevede la soppressione di 150.000 posti di lavoro nel settore pubblico, stravolgendo le attuali leggi del lavoro, il taglio delle pensioni, la riduzione dei salari minimi del 20 %, da 751 a 600 euro mensili, e del 30 % quelli dei lavoratori con meno di 25 anni. Il 12 febbraio, il Parlamento ha inaugurato il nuovo piano di austerità mentre la protesta, anche violenta, dilagava in tutta la città. I Greci, impoveriti per l’ennesima volta, sono scesi in piazza, dando fuoco alla capitale e offrendo così, ai media internazionali, un altro spettacolo.

La Sig.ra Meropi Andriopoulou, medico del sistema sanitario nazionale dal 1989, che spesso si è unita ai manifestanti, ritiene che con le politiche neoliberali di aggiustamento strutturale (PAS) imposte al paese, i Greci abbiano solo da perdere. “La Grecia era un paese con l’assistenza sanitaria universale. Ora, invece, molte delle persone che si presentano negli ospedali pubblici non possono nemmeno permettersi la tassa di 5 euro per l’ammissione generale, introdotta due anni fa. Il 10 % dei pazienti, inoltre, non ha nemmeno l’assicurazione”, ha dichiarato Andriopoulou all’Inter Press Service (IPS), aggiungendo: “Trascorrere le giornate in un ospedale pubblico non può che evidenziare il livello di esclusione sociale. Il nostro sistema sanitario si è piegato su se stesso e non c’è alcuna volontà politica di raddrizzarlo”.

Dopo che il suo stipendio è stato decurtato di oltre mille euro, Andriopoulou, madre di due figli, ha deciso di unirsi a ‘Medici del mondo’, un team di volontari che opera nel remoto quartiere ateniese di Perama, dove i tassi di disoccupazione hanno superato il 50 %. Il gruppo di medici fornisce cure gratuite, forniture mediche e prodotti alimentari alle persone senza assicurazione sociale. “Non è possibile immaginare che esista questo tipo di esclusione sociale finché non lo vedi davvero”, dice Andriopoulou. “Inoltre, sono rimasta sorpresa di vedere che la maggior parte dei volontari era formata da medici disoccupati o comunque da persone in gravi difficoltà finanziarie. Come molti di loro, non credo nella filantropia, credo che la povertà sia una questione sociale, non il risultato della cattiva sorte. Ho lavorato per più di vent’anni nel Sistema Sanitario Nazionale. Credo che il problema sia il clientelismo e gli interessi politici. Per cui, l’unica risposta a questo fenomeno non può che essere politica”.

I Greci provano a resistere all’ondata di povertà

Secondo un rapporto Eurostat pubblicato l’8 febbraio scorso, il 27,7% della popolazione attiva tra i 18 e i 64 anni vive ormai sotto la soglia di povertà. Il numero crescente delle persone costrette a dormire per strada nel centro di Atene dimostra la veridicità del rapporto. Durante le ultime due settimane, il numero crescente dei senzatetto è stato causa di attriti tra i cittadini socialmente impegnati e la municipalità. Infatti, con la temperatura scesa sotto lo zero, le autorità sono state costrette ad adottare misure urgenti per impedire che i senzatetto morissero assiderati.

Giorgos Apostolopoulos, vicesindaco responsabile della mensa municipale di Atene per i senzatetto, riconosce che, durante gli ultimi mesi, le infrastrutture sociali della città hanno raggiunto il limite per rispondere a tutti i bisogni. Diverse organizzazioni non governative (ONG) attive nella lotta alla povertà, molte delle quali si sono opposte il mese scorso al sindaco per ragioni politiche, sono ormai impegnate ad aiutare lo Stato che non riesce più ad assicurare da solo la distribuzione di viveri. Tra i volontari troviamo Tonia Katerini, un architetto attivo nei movimenti per i diritti civili attraverso Open City, un'organizzazione municipale di sinistra secondo cui la questione della povertà è molto politicizzata in Grecia.

“Il Comune, in collaborazione con imprenditori privati, prevede di riaprire i grandi alberghi che erano stati chiusi a causa della crisi, trasformandoli in rifugi notturni”. Secondo Tonia Katerini, il progetto beneficerà di una corsia preferenziale e verrà portato avanti in modo non del tutto trasparente, sollevando la questione su come le autorità municipali aprano spazi a enti privati e affrontino questioni sociali come la povertà. “Inoltre, il Ministero della sanità ha vietato ai gruppi sprovvisti di apposita ‘licenza’ di distribuire viveri alimentari. La ragione ufficiale è il rispetto delle ‘norme d’igiene’, ma è evidente che la questione riguarda il controllo dei soggetti chiamati a gestire l'esplosione della povertà nella capitale. Mentre si moltiplicano poveri e bisognosi, chi ha i contatti giusti scopre nuove spazi per gli affari”. Secondo Katerini, il numero delle persone che ha bisogno di un tetto continuerà a crescere durante tutto l’anno.

Secondo gli analisti, a causa delle politiche di aggiustamento strutturale, l’economia greca è rallentata di circa il 4%, e il calo potrebbe raggiungere il 7% nel futuro prossimo. In questo modo, migliaia di lavoratori potrebbero perdere il lavoro, aumentando il numero complessivo dei disoccupati che, ad ottobre scorso, ha superato il milione. Tuttavia, due anni fa, l’ex ministro delle finanze George Papakostadinou, lo stesso che ha avviato le politiche di austerità, prevedeva l’inizio della ripresa e della crescita per il paese nella primavera 2011, periodo in cui masse di lavoratori venivano licenziate.

George Barkouris (62 anni), che si è ritrovato senza tetto per la prima volta nella sua vita durante la massiccia ondata di licenziamenti del 2010, ha perso la sua casa lo scorso novembre. Barkouris ha lavorato per 25 anni nella produzione musicale e radiofonica. A causa dei tagli nel 2001, Barkouris ha perso il suo contratto con il settore pubblico ed ha lavorato come freelance fino al 2008. Ma, dice, “quando la crisi è arrivata, non ho più guadagnato abbastanza per pagare la mia casa”. Barkouris vive ormai nell’ostello Klimaka per i senzatetto e, in cambio, partecipa ad un programma di lavoro di strada che consiste nel guidare il camioncino del Klimaka per le strade di Atene, distribuendo cibo e assistenza a quelli che ne hanno bisogno.

Parlando dell’improvviso impoverimento di massa di tutto il paese, Barkouris ha dichiarato di opporsi all’ordine economico e politico vigente. Secondo lui, i politici che gestiscono la crisi “non sono stupidi, ma anzi conoscono bene le conseguenze delle loro politiche per tutti noi. Semplicemente, non si curano più della gente”. Continua Barkouris: “Sono stato fortunato a trovare questa soluzione, ma per molti altri la situazione è intollerabile. Le giornate fuori, per strada, sono lunghe e dure, e le notti sono piene di paura. Ho conosciuto solo pochi giorni di disperazione; quando penso alla gente che sta fuori per anni, mi chiedo come facciano ad andare avanti. Non posso descrivere tutto quello che si vede per le strade di Atene durante la notte, la violenza, la miseria, la brutalità”.

Secondo il portavoce di Klimaka, Anta Alamanou, intervistata da IPS, nonostante i tassi di povertà siano alle stelle, rimaniamo scandalizzati di fronte al modo approssimativo con cui le autorità hanno utilizzato i fondi europei, specificamente assegnati per lottare contro il fenomeno dei senzatetto in Grecia.

Fonte IPS (traduzione in italiano a cura della Redazione Ufficio ILO Roma)

 
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