Blog - IL portale Italiano del Lavoro Dignitoso

 
 
 

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  Mag   15
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La voce dei giovani


"In Europa un giovane su cinque non riesce a trovare un lavoro. Senza la possibilità di un'occupazione stabile e di qualità molti finiscono per sentirsi esclusi. Con questo programma vogliamo ridare fiducia a tutti coloro che soffrono l'emarginazione e in generale vogliamo contribuire alla maggiore coesione sociale". Il programma a cui si riferisce Androulla Vassiliou, Commissaria europea per l'istruzione e le politiche giovanili, si chiama Youth in Action e ha l'obiettivo di migliorare le condizioni del lavoro, perfezionare le competenze professionali e aumentare le opportunità per i giovani europei.

 
 
  Apr   26
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La risorsa dell'agricoltura


Nel dibattito quotidiano sulla riforma del mercato del lavoro, sui piani per l'occupazione e per il rilancio dell'economia, c'è una risorsa poco considerata in termini di crescita e di nuove opportunità. È la risorsa dell'agricoltura, del lavoro rurale, il settore primario che ha caratterizzato l'economia italiana per secoli e che l'industrializzazione del Novecento ha enormemente ridimensionato. Agricoltura oggi non vuol dire solo coltivare la terra per poi vendere i propri prodotti nei mercati locali oppure alle grandi imprese alimentari.

 
 
  Mar   28
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La riforma del dialogo


Nel dibattito sulla riforma del lavoro in Italia, sui nuovi contratti e sugli ammortizzatori sociali non mancano i dissensi, le tensioni, i conflitti che inevitabilmente accompagnano ogni trasformazione di questa entità.
Tuttavia, i punti più controversi, come la norma sui licenziamenti illegittimi e la questione del reintegro, rischiano di oscurare alcuni aspetti indubbiamente positivi della riforma, che invece andrebbero sottolineati.
Ad esempio, riguardo all'apprendistato, le parti sociali coinvolte si sono trovate d’accordo sul valore di questo strumento di accesso al mercato del lavoro. La riforma insiste molto sul valore formativo dell’apprendistato e mira alla stabilizzazione e alla tutela dei nuovi assunti.

 
 
  Mar   08
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Dalle banche alla terra


“Che cosa sarebbe accaduto se Lehman Brothers fosse stato Lehman Sisters?” È la domanda provocatoria di Linda Laura Sabbadini, direttrice centrale dell'Istat, in occasione di un incontro sul ruolo delle donne nell'economia e in particolare nel settore bancario.
Secondo Sabbadini la presenza femminile nelle banche avrebbe potuto contribuire a contrastare la crisi finanziaria del 2008, perché “le donne sono investitori più prudenti degli uomini”. Proprio per questo motivo – sostiene - bisognerebbe limitare la presenza maschile al potere, ancora maggioritaria nonostante la legge sulle quote rosa approvata lo scorso giugno.
Ma le donne non sono penalizzate solo ai vertici delle istituzioni. Il calo di occupazione degli ultimi tre anni ha colpito in modo significativo le lavoratrici, soprattutto quelle giovani con contratto a tempo determinato e specialmente nell'industria, dove la riduzione di manodopera femminile è doppia rispetto a quella maschile.

 
 
  Feb   22
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La Grecia, il lavoro e la democrazia


A motivare gli scontri nelle piazze di Atene e Salonicco non è solamente l'impatto economico che avranno le misure di austerity imposte dalla troika Fmi-Ue-Bce. C'è qualcosa che va oltre i tagli alla spesa pubblica e ai salari, qualcosa che sembra minare l'impianto stesso della democrazia del lavoro in Grecia.
“La strada che avete intrapreso continuerà solo ad alimentare i disordini, le persone non potranno fare altro che lottare per i diritti e le libertà” ha scritto Sharan Burrow, segretaria generale della Confederazione sindacale internazionale ITUC, in una lettera formale ai vertici del Fondo monetario internazionale e del governo greco affinché riconsiderino i memoranda elaborati finora.

 
 
  Feb   07
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Ridare fiducia alla generazione persa


In Giappone li chiamano freeter, termine composto dall'inglese free (libero) e dal tedesco arbeiter (lavoratore). Nel Regno Unito sono definiti neet, acronimo di “not in education, employment or training”, per indicare chi non studia, non riceve formazione, né lavora.
In ogni paese sembra esserci un'espressione diversa per indicare un fenomeno ormai comune e sempre più diffuso. È la precarietà, la disoccupazione o l'inoccupazione di una massa crescente di giovani, che rischiano di rimanere esclusi dal mercato del lavoro stabile e regolare per un tempo che è difficile determinare.

 
 
  Gen   18
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I marittimi e le navi sicure


La tragedia della Costa Concordia sta facendo discutere molto sulle responsabilità degli ufficiali e del personale a bordo. In questi giorni è stata sollevata anche la questione della preparazione dei lavoratori marittimi e delle regole d'ingaggio sulle navi da crociera. Pochi si chiedono, però, quali siano le condizioni di lavoro a bordo, se consentano una preparazione adeguata, in particolare per quella parte del personale che ha meno tutele, ovvero gli addetti ai servizi, quasi tutti provenienti dal Sudest asiatico, come filippini, indonesiani e indiani.
Va detto subito che la Costa Crociere - in quanto a rispetto dei diritti del lavoro, ai contratti, agli alloggi, al dialogo con i sindacati - è tra le migliori compagnie di navigazione e non solo nel Mediterraneo. Costa fa ormai parte della più grande multinazionale dell'industria delle crociere, l'americana Carnival Corporation, ma le sue navi continuano a battere bandiera italiana e assicurano standard di lavoro dignitoso.

 
 
  Dic   13
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Flexicurity, una promessa disattesa


All'apice dell'euforia di mercato che seguì la caduta del muro di Berlino, tutti sembravano sostenere la ricetta della flessibilità e della deregolamentazione come soluzione ai problemi di disoccupazione, crescita rallentata, inflazione e mancanza di innovazione. Tuttavia, la grande promessa della flessibilità non si è realizzata. La crescita è rimasta al di sotto della media di lungo periodo, la disoccupazione ha continuato ad essere piuttosto elevata e la produttività non è decollata. Solo i profitti sono cresciuti, mentre i salari e gli investimenti reali ristagnavano. Nel contesto europeo delle società inclusive, del dialogo sociale, del welfare state e dei diritti del lavoro, la flessibilità diveniva un oggetto sempre più difficile da vendere.

 
 
  Nov   18
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La Redazione dell'Ufficio ILO di Roma 
 

Il lavoro del Presidente


La parola “lavoro” compare 15 volte nel primo discorso che il presidente del Consiglio Mario Monti ha tenuto al Senato.
Insieme a quello della crescita e dell'equità, il tema del lavoro ricorre spesso e ogni volta è nominato con precise indicazioni su quella che sarà la politica del nuovo governo. Una politica europeista, come europeista è il suo promotore, che mira all'inclusione e alla giustizia sociale, anche attraverso la mobilità e lo sviluppo.
Si tratta di un'agenda coerente anche con le indicazioni delle istituzioni internazionali, in modo particolare l'Ilo.
Il paradigma di Mario Monti associa innanzitutto lavoro dignitoso e lavoro produttivo: “Le riforme dovranno avere il duplice scopo di rendere più equo il nostro sistema di tutela del lavoro e di sicurezza sociale e anche di facilitare la crescita della produttività”. Dunque, un'attenzione particolare dovrà essere riservata a chi oggi incontra più ostacoli nell'accesso al mercato del lavoro, ovvero le donne e i giovani

 
 
  Nov   08
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La Redazione dell'Ufficio ILO di Roma 
 

G20, ripartire dall'economia reale?


«Ma quante risorse sono davvero disponibili per far ripartire la crescita dell'occupazione?» chiede la giornalista della BBC, in collegamento da Cannes. «La questione non è quante risorse pubbliche sono disponibili ma come indirizzare gli investimenti privati», risponde Juan Somavia.
A margine del vertice del G20, il direttore generale dell'Ilo spiega che per far ripartire l'economia oggi l'attenzione deve essere concentrata sugli investimenti produttivi e non più, come nello scorso triennio, sugli stimoli fiscali. “Ci sono diversi modi per creare lavoro ma questo deve essere fatto attraverso le partnership pubblico-private e attraverso il dialogo sociale tra imprese e lavoratori”.


 
 
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