
Un impegno collettivo
La festa del Primo Maggio di quest'anno, più che in altri anni, ha rimesso al centro del dibattito politico il tema del lavoro dignitoso e dell'occupazione giovanile.
I dati diffusi nei giorni scorsi dall'Istat indicano un calo del numero degli occupati nelle grandi imprese, rispetto all'anno scorso, a fronte di un aumento di ore lavorate e di una minore retribuzione. Si tratta di una riduzione che interessa sia l'industria sia i servizi, settori scesi rispettivamente del 1,4 e dello 0,3 per cento. Se questi possono essere interpretati ancora come gli effetti della crisi degli ultimi tre anni, ciò che desta maggiore preoccupazione, in prospettiva, è l'aumento della disoccupazione giovanile. A marzo, infatti, il numero dei senza lavoro tra i 15 e i 29 anni è salito di 0,3 punti percentuali, attestandosi al 28,6 per cento, tra i più alti dei paesi OCSE.













