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  Ago   29
at 16:25
Istat - Confcommercio 
 

Manovra anti-crisi: basta il rigore fiscale?


In questi ultimi giorni di agosto, mentre nei palazzi della politica si susseguono le trattative per definire le modifiche da apportare alla manovra economica anti-crisi, le parti sociali denunciano a più voci il rischio di dare vita ad un intervento eccessivamente depressivo, mostrando, fra l'altro, particolare apprensione per l'impatto che un eventuale aumento dell'imposta sul valore aggiunto (Iva) potrebbe avere sui livelli di consumo.

I dati diffusi oggi da Istat e Confcommercio mostrano come l'eventualità di una dinamica recessiva dei consumi non sia così azzardata.

Secondo l'Istituto Nazionale di Statistica nel mese di agosto la fiducia dei consumatori italiani ha subito un evidente calo in tutte le sue componenti, con un indice che a livello complessivo si è attestato a 100,3 punti contro i 103,7 di luglio.

 
 
  Ago   05
at 14:01
 
 

Borse europee: mercati finanziari o cittadini?


Ieri mentre il governo e il mondo dell'economia reale italiana discutevano insieme sui passi da compiere per garantire stabilità e far ripartire al più presto la crescita economica e l'occupazione, Piazza Affari e le altre Borse europee erano in fermento, tanto da causare il blocco tecnico di alcuni indici per via dell'eccessivo flusso di vendite.

Alla chiusura dei mercati il bollettino è drammatico: Milano -5,16%, Londra -3,43%, Parigi -3,90%, Francoforte -3,40% e Madrid -3,89%, per un perdita complessiva pari a 173 miliardi di euro di capitalizzazione. L'intera Europa si trova in questi giorni assediata sotto il peso dalla crisi dei debiti pubblici e l'attacco della speculazione internazionale.

Come affermato due giorni fa dal Presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso, in una lettera inviata ai Capi di Stato e di governi dell'Eurozona, “gli sviluppi nei mercati dei titoli sovrani di Italia e Spagna sono motivo di profonda inquietudine".

 
 
  Ago   04
at 14:04
Clean Clothes Campaign 
 

La moda che uccide: la minaccia dei jeans sabbiati


Classici, a sigaretta o a zampa d’elefante, i jeans, nati nell'800 come abito da lavoro dei marinai genovesi e divenuti simbolo di ribellione nel secondo dopoguerra, rappresentano ormai uno degli indumenti più comuni e di moda in tutto il mondo. Non molti sanno, però, che dietro ai “mitici” pantaloni in denim si nasconde una minaccia per la salute delle migliaia di lavoratori che ogni giorno da laboratori sparsi in paesi come il Bangladesh, la Cina, la Turchia o l'Egitto alimentano le catene di fornitura delle grandi firme della moda europea.

Questa minaccia si chiama sabbiatura, in inglese sandblasting, tecnica utilizzata per dare ai jeans un aspetto invecchiato attraverso dei compressori ad aria che sparano sabbia naturale sul tessuto. Si tratta di un procedimento che senza adeguate misure di protezione può esporre i lavoratori a forme acute di silicosi, spesso mortali, a causa dell'inalazione delle particelle di silice contenute nella sabbia.

 
 
  Ago   04
at 16:21
 
 

Una nuova stagione del dialogo sociale


Pareggio di bilancio nel 2014, costi della politica, liberalizzazioni e privatizzazioni, sblocco degli investimenti, semplificazioni e pubblica amministrazione, mercato del lavoro. Queste, in sintesi, le priorità identificate nel documento unitario adottato questa mattina dalle parti sociali – imprese, banche e sindacati - nel corso di un incontro presso la sede di Confindustria per superare la "tempesta" finanziaria che l'Italia sta attraversando in questi giorni.
"La tempesta che stiamo attraversando" si legge nel documento "è connessa a fragilità intrinseche di un'Unione Europea che è ancora carente sotto il profilo politico e degli assetti istituzionali" che sottolinea "L'accordo raggiunto il 21 luglio scorso dal Consiglio europeo non è sufficiente. I mercati ci hanno detto che non basta". Per questa ragione, le parti sociali chiedono al governo di promuovere un'azione immediata "verso i governi e le istituzioni europee affinché l'Unione riprenda vigore e capacità d'iniziativa. Questo contribuirebbe a ridurre la pressione sui titoli italiani."

 
 
  Ago   03
at 15:16
ILO 
 

Flexicurity, una promessa disattesa


“Cos’è un nome? Quella che noi chiamiamo rosa, senza il suo nome avrebbe pur sempre il suo dolce profumo”.
È la tragedia di Romeo e Giulietta a ricordarci che un nome conta e che troppo spesso i politici cercano di cambiare i nomi piuttosto che la sostanza delle cose, dal momento in cui un vecchio nome inizia ad essere discreditato. Fra i casi più famosi, quello dell'impianto di ritrattamento di combustibile nucleare inglese conosciuto come “Windscale” che, sotto il governo di Margaret Thatcher, fu ribattezzato “Sellafield”, sebbene continuasse comunque a disperdere rifiuti nucleare nel Mare d'Irlanda.
La flexicurity, è evidente, rappresenta la Sellafield delle politiche del lavoro in Europa.

 
 
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